Fibromialgia: approccio in medicina integrata per la nelle cure primarie. Report di uno studio controllato randomizzato con agopuntura.

Fibromialgia: approccio in medicina integrata per la nelle cure primarie. Report di uno studio controllato randomizzato con agopuntura.

Agopuntura  e Medicina Integrata per la fibromialgia nelle cure primarie: uno studio controllato randomizzato.

La fibromialgia è una condizione patologica complessa caratterizzata da dolori muscolari diffusi, ora statici ora migranti, a localizzazione più o meno diffusa e variabile. Il dolore muscolare, causato dalla eccessiva tensione cronica, si manifesta con la possibilità di localizzare diversi trigger points (punti grilletto) in aree multiple, corrispondenti spesso a noduli fibrotici tra le fibre muscolari. Più frequente nel sesso femminile, si presenta comunque nella popolazione maschile, e si associa a condizioni mestruali dolorose e cefalea catameniale e muscolo tensiva. Questa osservazione può lasciare pensare ad una interpretazione della malattia secondo la Medicina Tradizionale Cinese, che ne descrive diverse cause nella stasi del sangue, nella stasi del Qi di fegato, in sindromi miste del deficit dello yin o del sangue, nonché nell’ambito di una più ampia disarmonia Fegato-Milza. Il quadro è peggiorato spesso da irritabilità, insonnia e malessere psico-emotivo, con tendenza alla auto colpevolizzazione e ad un certo disagio sociale per l’oggettiva sofferenza che può presentarsi in diversi momenti della giornata, con particolare peggioramento al risveglio che si accompagna spesso ad astenia. Condizioni concomitanti e spesso scatenanti dei sintomi algici muscolari, descrivono gonfiore addominale e disturbi digestivi alti e bassi, con particolare interessamento dell’intestino tenue e crasso. Alcuni autori associano la “leaky gut syndrome” (sindrome dell’intestino sgocciolante) alla fibromialgia. Altri autori parlano di “disbiosi intestinale” come fattore in grado di diffondere in circolo fattori tossici che causano dolori diffusi. A questo proposito terapie probiotiche e nutrizionali sembrano dare qualche sollievo ad alcune forme di fibromialgia. Alcuni consigli nutrizionali come la riduzione del glutine, l’eliminazione degli zuccheri semplici, il controllo del consumo di latte e prodotti caseari, delle solanacee e dei legumi , sembrano dare un certo miglioramento del quadro.  A causa del difficile inquadramento, i fibromialgici assumono i FANS (antinfiammatori non steroidei) con alterno successo, i corticosteroidi, e diverse categorie di analgesici, nonché psicofarmaci regolatori del tono dell’umore. I corticosteroidi causano a volte recrudescenza della sindrome per la particolare tendenza dei pazienti alla ipersimpaticotonia. L’inquadramento secondo la Medicina Omeopatica e secondo la Medicina Funzionale sono certamente vincenti perché tagliati il più possibile sulla persona e sulla modalizzazione dei sintomi.  L’approccio multidisciplinare di questi pazienti non è a volte utile, perché è particolarmente difficile ottenere una affidabile alleanza terapeutica, sia da parte del terapeuta (non sempre all’altezza), sia da parte del paziente (quasi sempre all’ultima spiaggia, quindi disilluso). L’approccio più favorevole è quello di accompagnare il fibromialgico in una paziente ricerca delle potenziali cause costituzionali-predisponenti, nutrizionistiche, di stile di vita e di atteggiamento psico-emotivo per portarlo a liberarsi man mano dalle catene che lo hanno legato prima a livello energetico sottile (meridiani o canali), poi fino a livello miofasciale, vascolare e neuropatico. Una dolce attività fisica rappresentata da yoga, tai qi, qi gong, pilates, possono permettere di allungare e detendere i muscoli. La fiducia nel terapeuta e nella possibilità di guarire è fondamentale. Un valido percorso meditativo e spirituale risolve spesso i quadri più complicati e permette al paziente fibromialgico di ritrovare l’amore e la fiducia verso se stesso e verso la vita, e di percepirsi soggetto capace di scambiare emotività sana per tornare in armonia con il proprio corpo non più così teso e dolente.

L’agopuntura risulta essere un efficace strumento nella riduzione del dolore; lo dimostrauno studio condotto, in tre centri di cure primarie nel sud della Spagna, con l’obiettivo di valutare l’efficacia di un protocollo di agopuntura individualizzata in pazienti affetti da fibromialgia. Un trial controllato randomizzato multicentrico in doppio ciecoè stato condotto su 164 pazienti di età oltre 17 anni con diagnosi di fibromialgia, di cui 153 hanno completato lo studio. I pazienti sono stati assegnati in maniera randomizzata all’intervento reale di agopuntura (Agopuntura individualizzata, IA) ed all’intervento placebo (agopuntura sham, SA). In entrambi i gruppi è stata effettuata una seduta a settimana (durata 20 min) in aggiunta al tradizionale trattamento farmacologico. Sono stati registrati i seguenti risultati: la diminuzione dell’intensità del dolore a 10 settimane, maggiore (p = 0,001) nel gruppo IA (-41,0%) rispetto al gruppo SA (-27,1%). Durante il periodo di follow-up, significative differenze (p <0.01) in favore del gruppo IA persistevano a 12 mesi (IA: -19.9%; vs SA: -6,2%). E’ stato possibile concludere che: l’agopuntura individualizzata si è dimostrata efficace nel trattamento primario dei pazienti con fibromialgia in termini di riduzione del dolore rispetto al trattamento con placebo coneffetto persistente ad 1 anno lievi effetti collaterali. Pertanto, si raccomanda l’uso di agopuntura individualizzata nei pazienti con fibromialgia.

L’esperienza clinica ed il confronto con i colleghi che applicano tecniche di Medicina Integrata mi permettono di accogliere positivamente lavori effettuati con rigore scientifico come questo. La fiducia in queste tecniche da parte del mondo medico-scientifico aumenta di pari passo con quella delle persone affette da questa patologia. Sottolineo di questo lavoro, l’approccio individuale. La Medicina delle statistiche e dei protocolli che andrebbero bene per tutti, può essere utile alle amministrazioni e alle multinazionali, ma non è utile al singolo paziente. Ogni paziente è una storia, un vissuto, le proprie emozioni, e va considerato unico. Altrettanto unica è la relazione medico-paziente su cui si fonda la fiducia di farcela, sostenuti entrambi da un patto sacro che può essere sostenuto dalla scienza, ma che nulla ha a che fare con lo scientismo e le statistiche. Nell’approccio alla fibromialgia, più che mai, il medico affini la sua sensibilità e accarezzi il cuore di quel paziente che gli si affida, per non perdere l’occasione di avere la fiducia di un paziente che mai fino a questo momento si è sentito capito.

Vas J, Santos-Rey K, Navarro-Pablo R et al. Acupuncture for fibromyalgia in primary care: a randomised controlled trial. Acupunct Med. 2016 Aug;34(4):257-66. doi: 10.1136/acupmed-2015-010950. Epub 2016 Feb 15.

Ezio Sblendorio