Algodistrofia, un trattamento efficace per un dolore acuto

Algodistrofia, un trattamento efficace per un dolore acuto

Il dolore interessa in genere la mano e il piede e può complicare traumi e fratture.

Sembra che finalmente sia stato individuato un trattamento efficace per l’algodistrofia, malattia per la quale in passato erano stati proposti con scarsi risultati gli interventi più svariati, fino ad arrivare in casi estremi addirittura all’amputazione. Sebbene si tratti di una condizione relativamente rara, l’algodistrofia è molto temuta soprattutto dagli ortopedici, visto che può complicare traumi, fratture, ma anche manovre diagnostiche e terapeutiche come l’artroscopia. «L’algodistrofia è caratterizzata dal dolore che di solito è sproporzionato rispetto al normale decorso dell’evento clinico che ne è la causa

Interessa quasi sempre la mano o il piede e associa al dolore sintomi particolari come disturbi della sensibilità, incapacità al movimento, edema e arrossamento locale».

UN DOLORE MOLTO FORTE – Il dolore che caratterizza questa condizione ha degli aspetti molto caratteristici per la presenza di due sintomi particolari: «A parità di stimolo doloroso questi pazienti sentono molto più dolore di quanto non dovrebbero (condizione definita come iperalgesia ndr), inoltre avvertono dolore anche per uno stimolo non doloroso (allodinia): basta che vengano anche solo sfiorati sulla regione interessata per avvertire un intenso dolore»Anche se è relativamente rara questa malattia può complicare con una certa frequenza una delle fratture più comuni, soprattutto nelle donne dopo la menopausa, la frattura del polso.

DISTURBO CIRCOLATORIO – Una caratteristica dell’algodistrofia, il cui sviluppo viene ricondotto a un disturbo circolatorio locale a livello dell’osso interessato, con conseguente carenza di ossigeno nell’osso colpito e acidosi, è la presenza nel segmento osseo di una severa osteoporosi. «Nell’algodistrofia in fase florida c’è una tremenda demineralizzazione dell’osso – precisa il reumatologo -: se si misura il contenuto minerale per esempio di un piede colpito dalla malattia troviamo una perdita del 30-40% di contenuto minerale rispetto al piede contro laterale. La decalcificazione può diventare tanto importante che il paziente può andare incontro a fratture spontanee»

Il nuovo metodo da me applicato si chiama Neuroreset.

Il Metodo NEURORESET®

Cos’è il metodo NEURORESET®?

È una metodica manuale, indolore, economica, sicura per il paziente, facile da imparare, semplice da somministrare, priva di controindicazioni, che non necessita dell’uso di farmaci, apparecchiature elettromedicali o altri ausilii o presidi.

A cosa serve il metodo NEURORESET®?

Serve ad affrontare e risolvere i casi di pazienti affetti da Algodistrofia (CRPS/RSD in qualsiasi stadio essi si trovino) e da Blocchi Articolari (Joint Blocks di qualunque natura) post chirurgici, post traumatici, post immobilizzazioni forzate o da retrazioni cicatriziali.

Come funziona il metodo NEURORESET®?

Essendo una metodica indolore per definizione, il metodo Neuroreset non prevede alcuna manovra di mobilizzazione forzata poiché il blocco articolare che si è instaurato nei casi di Algodistrofia o di semplice Joint Block è dovuto ad una normale reazione di difesa del Sistema Neuro Vegetativo del paziente e non ad una causa meccanica. Una eventuale azione dolorosa ai danni del paziente scatenerebbe un’inevitabile reazione di ulteriore blocco.
Il metodo Neuroreset, quindi, ha la capacità di “resettare” il Sistema Neuro Vegetativo unico responsabile del blocco articolare/algodistrofico.

Dott. Salvatore Runza (Fisioterapista) Operatore Neuroreset