Cefalea

Cefalea

 

Cefalea (Mal di testa) e Agopuntura (MTC)

La cefalea  o mal di testa, in MTC è un sintomo più che una patologia. In ogni caso può nascondere patologie anche gravi che è necessario riconoscere e diagnosticare con ogni mezzo messo a disposizione dalla medicina moderna.

Quando non si riconosca alcuna causa organica, la MTC è, un metodo diagnostico-terapeutico molto efficace: riconduce il sintomo alla disarmonia correlata, riequilibra l’alimentazione e lo stile di vita del paziente, riequilibra il flusso vitale, traducibile come circolazione sanguigna, conduzione nervosa e movimenti ionici nel corpo con l’infissione di aghi o con la moxibustione, tratta gli organi interessati direttamente e indirettamente con specifici preparati fitoterapici.

La diagnosi si effettua per mezzo di un interrogatorio che indaga le modalità di presentazione della cefalea, l’orario, la concomitanza con eventi emotivi o fatti fisiologici (mestruazioni, indigestione…) e le principali funzioni fisiologiche, nonché le abitudini di vita e le attitudini caratteriali. Il medico guarderà ed interpreterà i segni della lingua e palperà con attenzione il polso.

La cefalea potrà così essere inquadrata come da:

-Catarri e umidità

Si tratta di un deficit della milza che non assolve ai compiti di trasformazione e trasporto del Qi. Il qi purificato non può essere diffuso liberamente e causa mal di testa a basco con senso di ottundimento e mancanza di concentrazione. Possono essere presenti sintomi dispeptici con senso di gonfiore e feci molli.

-Stasi di sangue

Freddo acuto, stress emotivi intensi, traumi al capo, perdite di sangue possono causare un rallentamento del circolo definito “stasi di sangue”. La cefalea può essere, in tal caso, fissa, violenta come un chiodo infisso.  Possono coesistere vertigini, disturbi visivi, ansietà.

-Vento-calore

Il vento-calore colpisce la testa causando una cefalea con febbre, viso e occhi arrossati e sete intensa.

-Vento-freddo

Il vento-freddo colpisce la testa, in particolare nelle regioni nucali causando una cefalea con contratture e timore del freddo.

-Vento-umidità

Il vento-umidità colpisce la testa causando parestesie. La cefalea è compressiva e si accompagna a senso di peso agli arti.

-Deficit di qi e sangue

Stress o affaticamento cronico possono causare cefalee non molto intense ma persistenti che migliorano con il riposo. Possono essere presenti astenia, acufeni senso di stordimento.

-Deficit di yin di Rene

L’esaurimento delle energie vitali può causare un deficit dei midolli e delle prestazioni del cervello. Il mal di testa può essere continuo con vertigini e acufeni. Può essere presente debolezza lombare e delle ginocchia, ansietà e/o depressione.

-Liberazione dello yang di Fegato

Emozioni e rabbia intensi possono causare una compressione dello yin del fegato. Per reazione, lo yang si può liberare verso l’alto causando una cefalea acuta con senso di distensione della testa come se volesse scoppiare. Il dolore può localizzarsi alle tempie, agli occhi e/o alla regione mascellare. Possono essere presenti rossore al viso e alle congiuntive, bocca amara, ansietà, irascibilità, insonnia.

-Stasi di qi di Fegato

Trova le stesse cause della liberazione dello yang di fegato ma con sintomi più sfumati e meno violenti. Possono coesistere alternanza di ansietà e depressione.

 

Trattamento

Il paziente potrà essere sottoposto a sedute di agopuntura dalla frequenza e dal numero variabile (per cicli di 5-10-15 sedute) e riceverà adeguati consigli circa lo stile di vita più giusto, l’alimentazione appropriata e gli eventuali farmaci fitoterapici di supporto.

Ho trattato diversi pazienti con successi totali o parziali ma sempre, comunque, ottenendo un miglioramento delle condizioni di base.

Caso Clinico

Condivido con salutetica.it il caso di una giovane collega otorinolaringoiatra che si è rivolta alla mia attenzione lamentando una cefalea a frequenza quasi quotidiana, a volte a partenza notturna, a volte dopo una giornata stressante a localizzazione temporale con senso di stordimento. Il consumo di farmaci chimici era legato ad ogni accesso e contribuiva a peggiorare il senso di stordimento.

L’indagine anamnestica, l’esame del polso e della lingua mi hanno suggerito una diagnosi di stasi di qi di fegato. Abbiamo effettuato 6 sedute, 2 alla settimana e già dopo la seconda seduta la collega riferiva una riduzione degli attacchi e la possibilità di controllarli con un analgesico di bassa potenza; ho consigliato un fitoterapico capace di riequilibrare il fegato e la vescica biliare; dopo la sesta seduta riferiva di non avere più mal di testa o di accusare solo un leggero dolore temporale. Abbiamo proseguito con sedute settimanali fino a controllare del tutto la sintomatologia.

 

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