Lo sapevate che l’agricoltura industriale è la principale causa dell’inquinamento?

Lo sapevate che l’agricoltura industriale è la principale causa dell’inquinamento?

ImmaginelinaDa tempo ormai sappiamo che qualcosa, nell’equilibrio naturale, si stia disgregando. Ne è prova il cambiamento climatico, l’inquinamento delle acque, la desertificazione, la fusione dei ghiacciai, le alluvioni, la perdita della biodiversità, la comparsa di nuove malattie e la resistenza agli antibiotici (sia nell’ uomo che nell’ animale). Ogni giorno vengono rilasciate nell’ ambiente sostanze chimiche pericolose per l’uomo e la natura. Molte di esse rimangono nell’ambiente per centinaia di anni, diffondendosi nei vari compartimenti.

Vari studi scientifici dimostrano che la principale causa dell’inquinamento atmosferico e’, sorprendentemente, l’agricoltura. L’inquinamento agricolo deriva dall’uso eccessivo di fertilizzanti chimici (ricchi di fosfati e nitrati), pesticidi (insetticidi e diserbanti) e liquami nei sistemi di allevamento intensivo. I residui chimici, oltre a finire come veleno nel cibo che mangiamo, sono tossici per tutti i componenti della

catena alimentare e si disperdono nel nostro pianeta inquinando il terreno, i corsi d’acqua e l’atmosfera.
Questi veleni, essendo in genere idrosolubili e poco biodegradabili, penetrano in profondità nel terreno e raggiungono le acque sotterranee, dando forma così a un tipo di inquinamento particolarmente pericoloso; infatti ci sono stati vari casi di inquinamento di falde acquifere causati dai diserbanti che hanno interessato il rifornimento idrico di numerose città italiane. Gli scarichi agricoli contenenti sostanze come fosforo e azoto che finiscono nei fiumi, laghi e mari aumentano il fenomeno dell’eutrofizzazione e creano delle cosiddette “zone morte” nei mari in cui non vi è più ossigeno e la vita marina scompare.
Inoltre, l’azoto contenuto nei fertilizzanti e le deiezioni degli animali negli allevamenti genera un sottoprodotto, l’ammoniaca (NH3), che entra nell’atmosfera, si trasforma in seguito a diverse reazioni in solfato di ammonio e nitrato, che a loro volta svolgono un ruolo importante nella formazione del particolato fine che provoca malattie e morti premature. In un recente studio dell’Earth Institute presso la Columbia University, i ricercatori scoprono che, quando i composti azotati si mescolano con l’aria già inquinata dalle attività industriali, formano particelle solide che possono attaccare il tessuto polmonare di bambini e adulti, causando difficoltà respiratorie, deterioramento dei polmoni e delle funzioni cardiache, e perfino morti premature.
Per fortuna oggi c’è una maggiore consapevolezza del problema e tutta l’opinione pubblica conviene che si debba correre ai ripari finché siamo in tempo.
Una maggiore attenzione da parte degli operatori agricoli potrebbe ridurre in misura notevole l’inquinamento.
Le alternative all’ agricoltura industriale esistono già! Insieme possiamo convincere sempre più aziende a cambiare davvero. Dobbiamo promuovere un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, dell’uomo e di tutte le forme di vita; un’agricoltura che possa garantire cibo sano per tutti!